Mio fratello Rousseau

Mio fratello Rousseau

di Stéphane Audeguy

Nato da una breve nota delle "Confessioni", nella quale Jean-Jacques Rousseau menziona brevemente un fratello maggiore costretto all'esilio e alla fuga, questo romanzo è un omaggio immaginario a un parente dimenticato. Ma è anche un viaggio, irriverente e singolare, nella Francia del secolo dei Lumi, in pieno risveglio democratico, nella quale scienza e libertinaggio scoprono armi comuni contro i capisaldi religiosi e politici dell'Ancien Regime; ed è la storia dell'iniziazione alla vita di Francois Rousseau, alter ego e cattiva coscienza dell'Illuminismo e delle sue ardite mitografie della ragione. Apprendista orologiaio e inserviente in una casa di piacere, inventore di automi che riproducono funzioni fisiologiche e sessuali e organizzatore di conventicole orgiastiche, amico di de Sade - scoppio della rivoluzione li sorprenderà entrambi prigionieri nella Rastiglia - e sostenitore dell'emancipazione femminile, Francois è un personaggio proteiforme e volitivo, felicemente immune da rimorsi o colpe in un tempo in cui il rovesciamento dei ruoli divenne la regola e non l'eccezione, la sostanza del viver comune e non una curiosa avventura individuale.