Balthus e i surrealisti

Balthus e i surrealisti

di Antonin Artaud

Al centro di questi scritti di Artaud dedicati a Balthus e al surrealismo, al quale aderisce tra il 1924 e il 1926, vi è il tentativo di fare dell'arte un mezzo con il quale collocarsi "al di là della tomba del mondo" e da qui cogliere il significato essenziale della vita. Attraverso un'indagine metafisica che si spinge oltre le apparenze del reale, l'opera deve diventare il luogo di manifestazione della complessità dell'individuo, della sua dinamica interna e dell'unità che lo lega al mondo. In particolare l'opera di Masson, insieme ad alcune tele di Bosschère, aprono lo spazio della tela al mondo dello spirito, i cui stati irrisolti e innominati trovano dispiegamento e realizzazione, all'interno della prospettiva di un'arte in grado di educare questi stessi reflussi, offrendo loro una comprensione adeguata. L'intenzione di far emergere il "reale sprofondato" è individuata da Artaud anche nell'opera surrealista, la cui poetica sembra esaurirsi in un discredito delle apparenze. Considerata una reazione al surrealismo, da cui diverge per metodologia e configurazione estetica, l'opera di Balthus sonda il reale per scoprire, dietro forme chiare e riconoscibili, il segreto che in esse si nasconde. Un mistero che egli stesso non ha pienamente svelato ma soltanto suggerito servendosi, del simbolismo della luce, attraverso il quale il surreale appare come il "fragile passaggio", il volo trasparente di una falena dietro la quale corre una ragazzina nel tentativo di salvarla dalla morte.

  • Editore: Ananke
  • Categorie: Arte
  • Edizione: 2008
  • Collana: Filosofia
  • Ean: 9788873252559
  • Pagine: 127 p., ill.
  • In Commercio Dal: 27/05/2008