L' ateismo teorico nella seconda metà del Settecento. Lineamenti di una ricostruzione storica e concettuale

L' ateismo teorico nella seconda metà del Settecento. Lineamenti di una ricostruzione storica e concettuale

di Giulia Costa

La presente ricerca affronta, con accurata ricognizione critica delle fonti, la problematica complessiva dell'ateismo teorico nella seconda metà del Settecento, cioè nel periodo chiave in cui si assiste a quello che è stato giustamente definito "il tramonto dell'Illuminismo". In perfetta continuità con lo spirito critico e razionalista della filosofia libertina - dal cui corrosivo scetticismo lo stesso generale impulso smascherante dell'Illuminismo aveva preso le mosse - il pensiero ateo dell'epoca rivoluzionaria (da Maréchal a Naigeon, da Jean Meslier a Destutt de Tracy, da Cabanis all'opera estrema del Marchese de Sade) è rappresentato da un cospicuo numero di personaggi illustri, di filosofi, di medici e di naturalisti che, con le dovute precauzioni nei confronti della censura ancora in auge nella Francia post-rivoluzionaria, hanno contribuito alla diffusione di quel gigantesco corpus di idee materialiste e atee che riapparirà costantemente nei secoli successivi, dando vita alle più diverse filiazioni nella filosofia contemporanea: positivismo, marxismo, neopositivismo, sino a giungere alla psicoanalisi e agli odierni approcci neuroscientifici.