La vita quotidiana di un campo di concentramento fascista. Ribelli sloveni nel querceto di Renicci-Anghiari (Arezzo)

La vita quotidiana di un campo di concentramento fascista. Ribelli sloveni nel querceto di Renicci-Anghiari (Arezzo)

di Daniele Finzi

File ininterrotte di uomini laceri e affamati lasciano la stazioncina di Anghiari per raggiungere il campo di concentramento di Renicci. Sono "ribelli" sloveni, deportati dopo l'occupazione delle loro terre da parte delle truppe tedesche e italiane, avvenuta nella prima parte del 1941. Inizia così per loro un periodo di patimenti, privazioni, malattie. Sebbene nulla accomuni il campo di Renicci - che funzionò dall'agosto del 1942 al 14 settembre 1943 raccogliendo circa cinquemila internati - ai lager tedeschi o ai gulag sovietici, molti prigionieri vi troveranno la morte, mentre altri finiranno i loro giorni negli ospedali della zona.