Lettere dell'inquietudine

Lettere dell'inquietudine

di Francesco Petrarca

"Stare nescius", incapace di star fermo. Così Francesco Petrarca si definiva in quel ritratto ideale che voleva lasciare di sé nella lettera ai posteri. Avvertire l'inesorabile e rapinoso scorrere del tempo, invocare le ragioni della fede e indugiare in quelle delle passioni terrene, dialogare con gli antichi e osservare i contemporanei, esercitare un'instancabile attività intellettuale fra le carte degli antichi codici emendati e postillati, redarguire con la sapienza del letterato l'ignoranza dei "saperi" intoccabili, o rivedere con ansia di riscrittura i "Rerum Vulgarium Fragmenta": è l'inquietudine la cifra della modernità che Petrarca ci consegna alle soglie di questo secondo millennio e che palpita fra le pagine delle sue lettere.