Il tabù della destra. La Francia ha Sarkozy. E l'Italia?

Il tabù della destra. La Francia ha Sarkozy. E l'Italia?

di Éric Brunet

Chi ha oggi il coraggio di dichiarare: "Io sono di destra"? Quale artista? Quale giornalista? Quale insegnante? Quale impiegato? Definirsi "di destra" può voler dire portarsi addosso l'etichetta di "reazionario" o "fascio" sia nel mondo della cultura sia nella maggior parte delle aziende o circoli in cui è più elegante e vantaggioso rivendicare la propria appartenenza alla sinistra. "Essere di destra", infatti, in molti casi equivale a una malattia di cui vergognarsi. Éric Brunet ha cercato di rompere un muro di omertà, di svelare le ipocrisie e i miti di un vero e proprio tabù. Ha aperto la porta dei "luoghi proibiti alla destra", ha incontrato "clandestini dell'ideologia" emarginati per le loro opinioni politiche, uomini che hanno visto la loro vita sociale, e a volte anche privata, sgretolarsi perché non sono di sinistra. Un viaggio paradossale e sbalorditivo in una società chiusa e settaria. Non una difesa vittimistica delle destre, ma un tentativo di dissolvere il binomio destra-fascismo, con l'obiettivo di restituire a ogni pensiero o schieramento politico la sua collocazione nello spazio pubblico. Il testo accoglie anche gli interventi di Oliviero Diliberto, Barbara Palombelli e Michele Serra.